Alla scoperta di Luni tra storia e archeologia

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Il piccolo centro di Luni è una destinazione adorabile per chi è appassionato di archeologia, storia e natura. Dà il nome all’antica regione della Lunigiana, che si estendeva tra la Liguria orientale e la Toscana settentrionale. Luni, situata a 50 minuti di auto da Portovenere, è circondata dalla Val di Magra nel Parco di Montemarcello Magra, che si estende dall’entroterra ligure fino al Golfo dei Poeti. I punti di interesse includono i resti dell’Anfiteatro Romano (I secolo d.C.) e il Museo Archeologico.

Un po’ di storia

Ancient map of Luni & Lunigiana, Liguria

Sono diverse le teorie relative all’origine del nome della città. Alcuni ritengono che abbia preso il nome dall’antica dea Lunae delle popolazioni primitive locali. Altri sostengono che il nome sia stato ispirato dalla forma del suo territorio e del suo porto, che ricordava una mezzaluna.

Luni divenne una colonia romana nel 177 a.C. Questo territorio vantava una grande importanza strategica ed economica. Infatti, la particolare posizione della città permise ai Romani di controllare sia le terre liguri che quelle etrusche. Le Alpi Apuane fornivano loro una ricca risorsa, il marmo, che veniva trasportato a Roma e in tutta Italia per creare statue e altri arredi. Oltre alle cave di marmo bianco, la città era anche un’importante colonia agricola che produceva ottimi formaggi e vini.

Nel V secolo, Luni riacquistò importanza e visibilità quando fu scelta come sede di una Diocesi, che non solo aveva potere religioso ma era il principale organo politico e amministrativo della città fino al 1204, quando la sede dei vescovi fu trasferita a Sarzana. Nei secoli successivi, Luni fu conquistata da Goti, Bizantini, Longobardi, dalla taifa spagnola di Dénia e saccheggiata dai pirati. Questa storia travagliata e la diffusione della malaria durante il Medioevo contribuirono al brusco declino della città. Nel 1058 tutti gli abitanti si trasferirono a Sarzana, mentre altri profughi fondarono Ortonovo.

Un lento processo di ripopolamento iniziò a partire dal 1440, quando a Luni vennero ritrovati bellissimi resti archeologici che portarono a una depredazione delle rovine romane di Luni.

Siti Archeologici

Gli scavi archeologici veri e propri iniziarono negli anni ’50: molti dei tesori portati alla luce sono oggi conservati nell’adiacente museo (Museo Archeologico Nazionale di Luni). Le prove archeologiche suggeriscono che il foro romano fu abbandonato come spazio pubblico alla fine del VI secolo, gli edifici andarono in rovina o furono demoliti e i marmi decorativi rimossi.

Roman mosaics in Liguria

Gli scavi archeologici veri e propri iniziarono negli anni ’50: molti dei tesori portati alla luce sono oggi conservati nell’adiacente museo (Museo Archeologico Nazionale di Luni). Le prove archeologiche suggeriscono che il foro romano fu abbandonato come spazio pubblico alla fine del VI secolo, gli edifici andarono in rovina o furono demoliti e i marmi decorativi rimossi.

Il punto di attrazione principale è l’anfiteatro ellittico di Luni. Poteva ospitare fino a settemila persone, che accorrevano per assistere a spettacoli con animali e giochi gladiatori.

I primi documenti che parlano dell’anfiteatro risalgono al 1185, ma già nel 1442 Ciriaco d’Ancona lo ritraeva già in decadenza, in gran parte crollato, con le possenti colonne di marmo spezzate e le statue in frantumi. Alcuni dei suoi resti fanno parte della collezione permanente del Museo della Spezia.

Altre imponenti costruzioni visibili ancora oggi sono il Tempio Grande, una delle attrazioni più antiche di Luni, e il Foro.

Per altre informazioni e orari di apertura, visita www.luni.beniculturali.it

Fonti:

Trame di Lunigiana
Luni Beni Culturali

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