Viaggiare in modo più sostenibile non significa rinunciare al comfort o a esperienze memorabili. Spesso vuol dire semplicemente rallentare, fare scelte più consapevoli e creare un legame più profondo con il luogo che si sta visitando.
Questo approccio riflette un cambiamento nel modo di viaggiare: sempre più persone vogliono andare oltre la semplice visita turistica, prestando maggiore attenzione a come e quando viaggiano, a dove spendono il proprio denaro e all’impatto delle proprie scelte sulle comunità locali e sul territorio.
Portovenere il luogo ideale in cui mettere in pratica questa filosofia. Incastonata tra il Golfo dei Poeti e le Cinque Terre, è una destinazione plasmata dal mare, da colline scoscese, antichi sentieri e generazioni di persone che hanno imparato a vivere in profonda armonia con l’ambiente circostante.
Ecco alcuni semplici consigli per vivere Portovenere e il Golfo dei Poeti in modo più responsabile.
Esplorare a piedi o in bicicletta
Uno dei modi migliori e a più basso impatto per scoprire Portovenere e i suoi dintorni è muoversi a piedi.
A Portovenere, infatti, l’accesso in auto al centro storico è limitato e i visitatori lasciano l’auto nei parcheggi esterni, proseguendo a piedi. Camminare è quindi parte integrante dell’esperienza. Lo stesso ritmo lento è perfetto per scoprire i borghi di Lerici, San Terenzo e Tellaro, situati sull’altro lato del golfo. Un servizio stagionale di traghetti collega Portovenere a Lerici; è consigliabile verificare gli orari aggiornati prima di mettersi in viaggio.
Oltre i borghi, una ricca rete di sentieri attraversa parchi regionali e nazionali, snodandosi lungo le colline a picco sul Mar Ligure. Da Portovenere, i sentieri salgono verso Campiglia e si collegano agli itinerari diretti verso le Cinque Terre, mentre altri percorsi permettono di esplorare il versante orientale del Golfo della Spezia. Poiché alcuni tratti possono essere ripidi, impegnativi o temporaneamente chiusi, è sempre bene verificare lo stato dei sentieri e seguire le indicazioni locali.
Con una breve traversata in barca si può raggiungere l’Isola Palmaria, dove un percorso ad anello segnalato regala scorci mozzafiato e testimonianze storiche. Sono disponibili anche tour in e-bike.
Per i biker esperti, la zona di Monte Castellana e Campiglia offre itinerari interessanti per la mountain bike, caratterizzati però da pendenze accentuate e passaggi tecnici. È sempre opportuno verificare in anticipo che le biciclette siano ammesse sul sentiero scelto.
La primavera e l’autunno sono spesso ottime stagioni per esplorare la zona a piedi o in bicicletta, grazie alle temperature più miti e a un’affluenza turistica inferiore rispetto ai mesi estivi.

Scoprire l’artigianato locale
Viaggiare in modo responsabile significa anche comprendere l’identità, le tradizioni e i materiali che hanno dato forma a un luogo.
Visitare le botteghe artigiane, conoscere chi ci lavora e scegliere prodotti locali anziché souvenir realizzati in serie è un modo semplice e autentico per scoprire il volto più vero della regione: dalla ceramica alle opere d’arte, dalle calzature alle specialità enogastronomiche.
Un oggetto fatto a mano porta sempre con sé una storia: quella delle materie prime utilizzate, delle mani che lo hanno creato e della cultura che lo ha ispirato.
Passeggiate lungo Via Capellini, lo storico carugio di Portovenere, dove piccole botteghe propongono prodotti alimentari locali, manufatti artigianali e altre specialità liguri.
Sostenere l’economia locale
Anche il modo in cui si sceglie di spendere il proprio budget di viaggio può fare la differenza.
Scegliere ristoranti indipendenti, botteghe di quartiere, guide turistiche del posto, operatori nautici locali, artigiani e strutture ricettive indipendenti, come i boutique hotel, aiuta a far sì che le risorse del turismo rimangano direttamente all’interno della comunità.
La tavola è probabilmente il punto di partenza più immediato. La cucina ligure è da sempre legata a doppio filo alla sua terra: olio extravergine d’oliva locale, erbe aromatiche, ortaggi, pesce locale e vini ne sono i protagonisti indiscussi.
Cercate ristoranti che valorizzino le materie prime locali e di stagione, visitate i piccoli produttori e assaporate i vini del territorio, come i vini Cinque Terre DOC e Colli di Luni DOC. I vigneti arroccati delle Cinque Terre sono uno straordinario esempio di “agricoltura eroica”, capace di adattarsi a un territorio impervio nel corso dei secoli.
Scegliendo esperienze e realtà locali, non solo si sostiene l’economia del territorio, ma si entra anche in contatto con il volto più autentico della destinazione.
Viaggiare fuori dall’alta stagione
La sostenibilità del viaggio passa anche attraverso la scelta del momento giusto.
Portovenere è comprensibilmente molto frequentata durante l’estate, ma visitarla in primavera o in autunno regala un’atmosfera completamente diversa. Le vie del borgo sono spesso più tranquille, le temperature possono essere favorevoli alle escursioni e si ha più tempo a disposizione per entrare in sintonia con la vita locale.
Viaggiare al di fuori dei picchi estivi contribuisce inoltre a distribuire i benefici del turismo lungo tutto l’arco dell’anno, evitando di concentrarli in poche settimane.
Ottobre, ad esempio, è un mese splendido per scoprire il Golfo dei Poeti e le vicine Cinque Terre tra camminate, buona tavola, vino e cultura.

Rispettare il paesaggio
Portovenere e la sua costa devono la loro bellezza proprio all’equilibrio secolare tra natura e presenza umana. È proprio questa armoniosa interazione tra uomo e natura ad aver portato l’UNESCO a iscrivere Portovenere, insieme alle Cinque Terre e alle isole di Palmaria, Tino e Tinetto, nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1997, riconoscendoli come paesaggio culturale.
Tutti noi possiamo contribuire a preservare questo delicato equilibrio con piccoli gesti quotidiani: portare con sé una borraccia riutilizzabile, rimanere sempre sui sentieri tracciati e rispettare le aree naturali protette.
Quando possibile, è preferibile utilizzare i mezzi pubblici anziché l’auto. Portovenere non ha una stazione ferroviaria, quindi per molti visitatori in arrivo da La Spezia l’autobus di linea P rappresenta una soluzione pratica e a basso impatto. Nei mesi in cui il servizio è attivo, anche i traghetti possono essere un’alternativa suggestiva, condizioni del mare permettendo.
Vale la pena ricordare che molti dei paesaggi che oggi ammiriamo — dai terrazzamenti a picco sul mare ai muretti a secco — esistono grazie alla cura costante di generazioni di abitanti.
Rispettare il paesaggio significa, quindi, rispettare sia la natura sia il lavoro di chi se ne prende cura.
Rallentare e coltivare la curiosità
Forse uno dei modi più sostenibili per vivere Portovenere è semplicemente quello di darsi tempo.
Anziché cercare di “spuntare” tutte le tappe di Portovenere e delle Cinque Terre in poco tempo, regalatevi il lusso della lentezza.
Passeggiate per il borgo alle prime luci del mattino. Fermatevi in una bottega. Chiacchierate con un artigiano. Seguite un sentiero con la vista sul mare. Assaggiate un vino ligure e fatevi raccontare la sua storia.
Il turismo responsabile non consiste nel seguire una rigida lista di regole, ma nel viaggiare con curiosità e consapevolezza.
E in un luogo speciale come Portovenere, viaggiare lentamente significa spesso vedere molto di più.
Turismo sostenibile a Portovenere: Domande Frequenti (FAQ)
Sì. Il suo centro storico compatto si visita facilmente a piedi, mentre i sentieri escursionistici, le attività locali, la cucina tradizionale e l’artigianato offrono numerose opportunità per vivere il territorio in modo consapevole e a basso impatto.
Sì. Portovenere si esplora facilmente a piedi, mentre autobus di linea, battelli stagionali e sentieri permettono di esplorare comodamente i dintorni.
La primavera e l’autunno sono stagioni ideali. Viaggiare al di fuori dei mesi di massima affluenza estiva aiuta a ridurre la pressione turistica sul territorio e offre condizioni climatiche ideali per le attività all’aperto.
Scegliendo ristoranti e negozi indipendenti, prenotando escursioni con guide e operatori locali, acquistando prodotti dell’artigianato del posto e scoprendo l’enogastronomia tipica della regione.
Camminare lungo i sentieri costieri, esplorare il centro storico a piedi, scoprire le botteghe artigiane, degustare i vini e i prodotti tipici liguri e pianificare la visita nei mesi meno affollati.
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